top of page

Dott.ssa Manuela  De Munari - vertigini e dei disturbi dell’equilibrio a Novara

  • Instagram
  • Facebook

Emicrania vestibolare: sintomi e differenze dalle altre forme di vertigine

7 ott
Tempo di lettura: 7 min

Vertigini ricorrenti, nausea, fastidio alla luce, difficoltà negli ambienti affollati o davanti agli schermi possono essere associati a condizioni molto diverse. Tra queste rientra anche l’emicrania vestibolare, un disturbo in cui i sintomi legati all’equilibrio possono avere un ruolo centrale e, in alcuni episodi, essere più evidenti del mal di testa.


È proprio questo aspetto a renderla poco intuitiva per molti pazienti. La parola “emicrania” porta infatti a pensare immediatamente alla cefalea, mentre nell’emicrania vestibolare possono comparire episodi di vertigine o dizziness anche senza un mal di testa contemporaneo. Per la diagnosi, tuttavia, è importante la storia complessiva del paziente e non il singolo sintomo: i criteri internazionali prevedono una storia attuale o pregressa di emicrania e specifiche caratteristiche degli episodi vestibolari.


Comprendere queste caratteristiche è utile soprattutto per evitare due errori opposti: attribuire automaticamente ogni vertigine all’emicrania oppure escluderla semplicemente perché “non fa male la testa”.


Donna con vertigini e mal di testa, con elementi grafici che richiamano orecchio interno, cervello e fattori scatenanti dell’emicrania vestibolare.

Che cos’è l’emicrania vestibolare

L’emicrania vestibolare è una condizione caratterizzata da episodi ricorrenti di sintomi vestibolari in persone con una storia di emicrania.


Secondo i criteri condivisi dalla Bárány Society e dall’International Headache Society, gli episodi vestibolari considerati ai fini diagnostici possono comprendere vertigine spontanea, vertigine provocata dalla posizione, vertigine indotta da stimoli visivi complessi, sintomi provocati dai movimenti della testa e dizziness associata a nausea.


Gli episodi possono avere una durata molto variabile. Nei criteri diagnostici il riferimento è compreso tra 5 minuti e 72 ore, anche se la modalità con cui il disturbo viene percepito può cambiare notevolmente da persona a persona.


Questo significa che non esiste un’unica descrizione dell’emicrania vestibolare valida per tutti.


Una persona può riferire una sensazione evidente di rotazione. Un’altra può descrivere oscillazione, difficoltà di orientamento o instabilità provocata soprattutto dal movimento.


Il mal di testa può non esserci durante la vertigine

Questo è probabilmente l’aspetto che genera più confusione.

Non è necessario che ogni episodio di emicrania vestibolare sia accompagnato da mal di testa.


I criteri internazionali richiedono che almeno metà degli episodi vestibolari presenti una o più caratteristiche emicraniche specifiche. Queste possono essere una cefalea con determinate caratteristiche, ma anche fotofobia e fonofobia oppure aura visiva.


Un paziente può quindi avere una storia di emicrania e presentare, in alcuni momenti, soprattutto vertigine, nausea o sensibilità agli stimoli visivi.


Questo non significa però che ogni vertigine senza cefalea possa essere definita emicrania vestibolare. La relazione tra gli episodi, la storia emicranica e l’esclusione di altre possibili cause sono elementi fondamentali della diagnosi.


Quali sintomi può provocare

L’emicrania vestibolare può manifestarsi in modi differenti e i sintomi non devono necessariamente comparire tutti insieme.


Tra quelli che possono essere riferiti troviamo:

  • vertigine spontanea o sensazione di movimento;

  • vertigine provocata da alcune posizioni;

  • instabilità o alterazione dell’orientamento spaziale;

  • nausea e, in alcuni casi, vomito;

  • fastidio provocato dai movimenti della testa;

  • sensibilità alla luce e ai suoni;

  • difficoltà in ambienti visivamente complessi;

  • disturbo provocato da immagini o oggetti in movimento;

  • maggiore disagio davanti a schermi o scene visive dinamiche;

  • cefalea emicranica, che può essere presente in alcuni episodi e assente in altri.


Nausea, vomito e suscettibilità al movimento possono accompagnare l’emicrania vestibolare, ma non sono sufficienti da soli per identificarla perché possono comparire anche in numerosi altri disturbi vestibolari.


Perché luci, schermi e movimento visivo possono dare fastidio

La relazione tra emicrania vestibolare e stimoli visivi è particolarmente interessante.

Tra i sintomi vestibolari riconosciuti dai criteri internazionali compare infatti la vertigine visivamente indotta, cioè quella provocata da uno stimolo visivo ampio, complesso o in movimento.


Per questo alcune persone possono sentirsi peggio davanti a immagini che scorrono rapidamente, mentre utilizzano uno schermo oppure in ambienti nei quali sono presenti molti elementi in movimento.


Non è necessariamente un problema della vista in senso oftalmologico. Il cervello deve continuamente combinare le informazioni visive con quelle provenienti dall’orecchio interno e dal resto del corpo. Quando questo sistema è particolarmente sensibile, alcuni contesti possono diventare più difficili da gestire.


Supermercati, centri commerciali, stazioni, traffico e luoghi affollati sono esempi tipici di ambienti che richiedono un’elaborazione visiva intensa.


Emicrania vestibolare e vertigine posizionale non sono la stessa cosa

Una vertigine provocata dal movimento della testa non indica automaticamente una Vertigine Parossistica Posizionale.


Anche l’emicrania vestibolare può comprendere sintomi posizionali, motivo per cui la descrizione “mi gira la testa quando mi muovo” non è sufficiente per distinguere le due condizioni.


Nella vertigine posizionale il disturbo è tipicamente associato a determinati cambiamenti della posizione della testa e la valutazione specialistica ricerca specifici segni oculari attraverso manovre diagnostiche.


Nell’emicrania vestibolare la storia clinica è differente e possono essere presenti altri elementi emicranici, come fotofobia, fonofobia, aura visiva o una precedente storia di emicrania.


Le due condizioni, inoltre, non devono essere considerate necessariamente alternative in ogni paziente: la valutazione serve proprio a stabilire quale quadro spieghi meglio gli episodi presenti.


Infografica sull’emicrania vestibolare: sintomi più comuni, durata degli episodi, fattori visivi e di movimento, e differenze rispetto a VPPB, malattia di Ménière, neuronite vestibolare e instabilità persistente.

Emicrania vestibolare e Malattia di Ménière

Un’altra diagnosi differenziale importante riguarda la Malattia di Ménière.

Vertigini e sintomi uditivi possono essere presenti in entrambi i quadri e la letteratura riconosce una possibile sovrapposizione clinica. Nell’emicrania vestibolare possono comparire transitoriamente acufeni, pressione auricolare o disturbi dell’udito, ma questi elementi devono essere interpretati nel contesto complessivo del paziente.


Nella Malattia di Ménière assumono particolare importanza le caratteristiche dell’ipoacusia e la sua evoluzione, insieme agli altri sintomi cocleari.


Non è quindi consigliabile utilizzare un singolo segnale — per esempio “ho vertigini e acufeni” — per stabilire autonomamente quale delle due condizioni sia presente.


E la neuronite vestibolare?

Anche la modalità temporale dei sintomi può offrire informazioni importanti.

L’emicrania vestibolare è caratterizzata da episodi ricorrenti, mentre una neuronite vestibolare presenta generalmente un quadro acuto prolungato, seguito da una fase di recupero e compenso.


Un paziente che ha avuto una forte crisi vestibolare e successivamente continua a sentirsi instabile necessita quindi di un ragionamento diverso rispetto a una persona che riferisce episodi ricorrenti separati da periodi di relativo benessere.


Questo è uno dei motivi per cui durante la visita è importante ricostruire non soltanto che cosa si sente, ma anche quando è iniziato il disturbo, quanto dura ogni episodio e come evolve nel tempo.



Emicrania vestibolare e instabilità persistente

Anche la presenza quasi quotidiana di instabilità richiede attenzione.

L’emicrania vestibolare può certamente avere conseguenze sull’equilibrio anche tra un episodio e l’altro, ma un quadro persistente deve essere valutato considerando anche altre condizioni.


Tra queste rientra la Vertigine Posturale-Percettiva Persistente (PPPD), caratterizzata da dizziness o instabilità presenti nella maggior parte dei giorni per almeno tre mesi e tipicamente peggiorate dalla posizione eretta, dal movimento o da ambienti visivamente complessi.

Emicrania vestibolare e PPPD possono inoltre coesistere. Non è quindi corretto scegliere una diagnosi soltanto in base al fatto che una persona “sta male nei supermercati” o sia particolarmente sensibile agli stimoli visivi.


 Consulta la pagina: Instabilità Cronica.


Perché la storia degli episodi è così importante

Quando si cerca di comprendere una vertigine ricorrente, il racconto del paziente rappresenta una parte fondamentale della valutazione.


È utile ricostruire con precisione:

  1. quanto durano gli episodi e con quale frequenza compaiono;

  2. se la sensazione è rotatoria, oscillatoria oppure descritta come disorientamento;

  3. se il movimento della testa o alcuni stimoli visivi peggiorano il disturbo;

  4. se sono presenti nausea, fotofobia, fonofobia o aura;

  5. se esiste una storia personale di emicrania;

  6. se compaiono sintomi uditivi;

  7. se gli episodi sono sempre uguali oppure stanno cambiando nel tempo.


I criteri diagnostici stessi richiedono che il quadro non sia spiegato meglio da un’altra diagnosi vestibolare o da un altro disturbo classificato dall’International Headache Society.


Questo rende evidente perché l’autodiagnosi basata su pochi sintomi letti online possa essere fuorviante.


Non esiste un singolo esame che “dimostra” da solo l’emicrania vestibolare

L’inquadramento dell’emicrania vestibolare si basa principalmente sulla storia clinica e sui criteri diagnostici, insieme alla valutazione necessaria per considerare o escludere altre cause di vertigine.


Gli esami vestibolari possono fornire informazioni importanti sul funzionamento del sistema dell’equilibrio, ma il loro significato va interpretato all’interno del quadro clinico complessivo.


Questo aspetto è particolarmente importante quando i sintomi hanno caratteristiche condivise con altre condizioni: vertigine posizionale, Ménière, disturbi vestibolari periferici o quadri di instabilità persistente possono presentare alcuni elementi apparentemente simili.


La diagnosi differenziale non serve quindi a cercare “il sintomo giusto”, ma a ricostruire l’insieme dei sintomi e la loro evoluzione.


Perché gli episodi possono essere così diversi tra loro

Una stessa persona può non sperimentare sempre lo stesso attacco.

Durante un episodio può prevalere la vertigine; durante un altro la nausea; in un altro ancora il fastidio alla luce o al movimento visivo.


I criteri dell’International Headache Society precisano infatti che le caratteristiche associate possono comparire prima, durante o dopo i sintomi vestibolari e che sintomi differenti possono presentarsi in episodi differenti.


Questo aiuta a comprendere perché il paziente possa avere difficoltà a riconoscere uno schema.


Tenere traccia della durata, delle caratteristiche e degli eventuali sintomi associati può essere utile durante il colloquio specialistico, senza trasformare l’osservazione personale in una diagnosi autonoma.


Il ruolo della sensibilità al movimento

Alcune persone con emicrania vestibolare descrivono una particolare vulnerabilità durante gli spostamenti in automobile, sui mezzi di trasporto oppure quando osservano oggetti e ambienti in movimento.


La suscettibilità al motion sickness può accompagnare il quadro, anche se non rappresenta da sola un criterio diagnostico.


Questo elemento può essere significativo soprattutto quando si associa a una storia emicranica e ad altri sintomi vestibolari ricorrenti.


Ancora una volta, però, nessuno di questi segnali isolatamente permette di identificare l’emicrania vestibolare.


Quando è utile una valutazione specialistica

Vertigini ricorrenti, episodi di instabilità o nausea associati al movimento meritano un approfondimento quando si ripresentano, interferiscono con la vita quotidiana o iniziano a modificare le abitudini della persona.


È particolarmente utile riferire allo specialista se gli episodi sembrano associati a luce, rumore, movimento visivo, schermi oppure a una precedente storia di emicrania.

Anche la comparsa di sintomi uditivi deve essere segnalata, perché può essere importante nella diagnosi differenziale.


In presenza invece di una vertigine improvvisa accompagnata da nuovi sintomi neurologici — come difficoltà a parlare, debolezza di un arto o di un lato del corpo, grave alterazione della coordinazione, perdita di coscienza o un mal di testa improvviso e completamente diverso dal solito — è necessario ricorrere a una valutazione medica urgente.


Comprendere il sintomo senza arrivare all’autodiagnosi

L’emicrania vestibolare mostra bene quanto il termine “vertigine” possa racchiudere esperienze differenti.


Due persone possono riferire entrambe di avere vertigini e avere condizioni completamente diverse. Allo stesso tempo, una persona con emicrania vestibolare può non riconoscersi nell’idea tradizionale dell’emicrania perché, durante molti episodi, la cefalea non rappresenta il problema principale.


La domanda più utile non è quindi soltanto:

“Ho mal di testa oppure no?”


È necessario considerare durata e ricorrenza degli episodi, caratteristiche vestibolari, storia emicranica, sensibilità alla luce e ai suoni, stimoli visivi, movimento ed eventuali sintomi uditivi.


È dall’insieme di questi elementi che può iniziare un corretto percorso diagnostico.


La valutazione della Dott.ssa Manuela De Munari

La Dott.ssa Manuela De Munari, specialista in Otorinolaringoiatria con particolare esperienza in vestibologia e disturbi dell’equilibrio, si occupa della valutazione di pazienti con vertigini ricorrenti, instabilità e sintomi vestibolari.


La visita permette di ricostruire nel dettaglio le caratteristiche degli episodi e di valutare gli elementi utili alla diagnosi differenziale rispetto ad altre possibili cause di vertigine.


Quando indicato, l’inquadramento può essere completato con accertamenti dedicati e, nei quadri che richiedono competenze differenti, orientare verso una valutazione multidisciplinare.


Per informazioni o per prenotare una valutazione specialistica:

📍 Via Pietro Custodi, 14/b, 28100 Novara NO 

📞 +39 338 436 4122 

Commenti


bottom of page