Instabilità quando si cammina: da cosa può dipendere?
- Dott.ssa Manuela De Munari

- 26 mag
- Tempo di lettura: 5 min
La sensazione di instabilità quando si cammina è un disturbo molto frequente e spesso difficile da descrivere. Alcuni pazienti riferiscono di sentirsi “insicuri”, altri parlano di sbandamento, perdita di equilibrio, paura di cadere o difficoltà a camminare in ambienti affollati, bui o ricchi di stimoli visivi.
A differenza della vertigine rotatoria, l’instabilità non dà la sensazione che la stanza giri. Può essere più sfumata, persistente e meno evidente, ma non per questo meno importante. Spesso condiziona la qualità di vita perché porta la persona a ridurre gli spostamenti, evitare alcune situazioni e muoversi con maggiore prudenza.
Capire da cosa dipende l’instabilità è fondamentale, perché l’equilibrio non è controllato da un solo organo. È il risultato dell’integrazione tra orecchio interno, vista, sistema propriocettivo, postura, muscoli, articolazioni e controllo neurologico. Quando una o più di queste componenti non funzionano in modo coordinato, il cervello può ricevere informazioni discordanti e generare una sensazione di disequilibrio.

Instabilità e vertigine non sono la stessa cosa
Quando si parla di disturbi dell’equilibrio, è importante distinguere tra vertigine e instabilità. La vertigine è spesso descritta come una sensazione di rotazione: il paziente percepisce che l’ambiente gira o che il corpo si muove anche quando è fermo.
L’instabilità, invece, è generalmente percepita come difficoltà a mantenere una camminata sicura. Può comparire durante la marcia, nei cambi di direzione, salendo o scendendo le scale, camminando al buio oppure attraversando spazi aperti o affollati.
Questa differenza è importante perché il paziente che riferisce instabilità può non avere una vertigine classica, ma presentare comunque un disturbo dell’equilibrio che merita un approfondimento.
In molti casi, l’instabilità viene sottovalutata proprio perché non si manifesta con un episodio improvviso e intenso. Tuttavia, quando persiste o tende a peggiorare, può essere il segnale di un problema di compenso vestibolare, di una difficoltà propriocettiva, di un disturbo posturale o di una condizione più complessa.
Da cosa può dipendere l’instabilità quando si cammina
L’instabilità durante la camminata può avere cause diverse. In alcuni casi deriva da un disturbo vestibolare, cioè da un’alterazione del sistema dell’equilibrio localizzato nell’orecchio interno. Questo può accadere dopo una vertigine acuta causata da una patologia vestibolare e quando il sistema non riesce a compensare completamente un deficit.
In altri casi può essere coinvolta la componente cervicale o propriocettiva. Muscoli, articolazioni e recettori del corpo inviano continuamente informazioni al cervello sulla posizione nello spazio. Se queste informazioni sono imprecise o non ben integrate, la persona può sentirsi instabile, soprattutto durante il movimento.
Anche la vista ha un ruolo fondamentale. Camminare al buio, in ambienti affollati o in luoghi con molti stimoli visivi può peggiorare l’instabilità, perché il cervello riceve meno riferimenti stabili o deve elaborare troppe informazioni contemporaneamente.
Nei pazienti anziani, l’instabilità può essere ancora più complessa, perché spesso dipende da più fattori contemporaneamente: riduzione della forza muscolare, alterazioni della postura, calo della vista, esiti di precedenti episodi vertiginosi, farmaci o condizioni generali che influenzano la sicurezza nel movimento.
I segnali da osservare
L’instabilità può manifestarsi in modi diversi. Alcuni segnali utili da riferire durante la visita sono:
sensazione di sbandamento durante il cammino
peggioramento dell’instabilità al buio, in ambienti affollati o su superfici irregolari
paura di cadere o necessità di cercare appoggi durante la camminata
instabilità persistente dopo un episodio di vertigine acuta
sensazione di insicurezza nei cambi di direzione o nei movimenti rapidi
Questi elementi aiutano lo specialista a capire quali sistemi possano essere coinvolti e a orientare correttamente la valutazione.
È importante anche osservare quando il sintomo compare: al mattino, durante la giornata, dopo movimenti del collo, dopo lunghi periodi in piedi, in situazioni di stanchezza o in contesti visivamente complessi. Ogni dettaglio può essere utile per ricostruire il quadro clinico.

Perché l’instabilità può persistere anche dopo una vertigine
Molti pazienti riferiscono che la vertigine acuta è passata, ma rimane una sensazione di instabilità. Questo accade perché il sistema dell’equilibrio può avere bisogno di tempo per riorganizzarsi e compensare correttamente il disturbo iniziale.
In alcuni casi, la persona non avverte più la rotazione dell’ambiente, ma continua a sentirsi insicura nel camminare, soprattutto in situazioni complesse. Questo può generare un circolo vizioso: il paziente si muove meno, evita alcune attività, perde fiducia nei propri movimenti e aumenta la percezione di instabilità.
Per questo motivo è importante non considerare l’instabilità residua come un sintomo secondario o trascurabile. Può fornire informazioni preziose sul funzionamento del sistema vestibolare e sulla capacità del corpo di recuperare un equilibrio stabile.
Il ruolo della diagnosi differenziale
L’instabilità quando si cammina non ha sempre una causa evidente. Per questo motivo è importante distinguere tra le diverse possibili origini del disturbo.
Una valutazione specialistica può aiutare a capire se l’instabilità sia legata principalmente al sistema vestibolare, alla componente cervicale, al sistema propriocettivo, alla vista, all’età o a una combinazione di fattori.
Attribuire automaticamente il disturbo alla cervicale, alla stanchezza o all’età può essere riduttivo. In molti casi, infatti, la causa è multifattoriale e richiede un approccio più ampio.
Questo è particolarmente importante nei pazienti che riferiscono instabilità cronica, paura di cadere, difficoltà a muoversi in ambienti complessi o sintomi che persistono nonostante precedenti valutazioni.
Quando è consigliabile una visita specialistica
È consigliabile rivolgersi a uno specialista quando l’instabilità durante la camminata si ripresenta, dura da tempo o limita le attività quotidiane. La visita è particolarmente utile quando il paziente non riesce a definire bene il sintomo, quando non è presente una vera vertigine rotatoria o quando il disturbo è stato attribuito genericamente alla cervicale senza un inquadramento preciso.
La Dott.ssa Manuela De Munari, specialista in otorinolaringoiatria con particolare esperienza nei disturbi dell’equilibrio, si occupa della valutazione di vertigini, capogiri e instabilità, con un approccio orientato a comprendere l’origine del sintomo e il ruolo dei diversi sistemi coinvolti.
Un corretto inquadramento consente di dare al paziente spiegazioni chiare, evitare interpretazioni generiche e orientare il percorso più adeguato.
Un approccio più ampio all’equilibrio
L’instabilità quando si cammina è uno dei sintomi che meglio mostra quanto l’equilibrio sia un processo complesso. Non riguarda solo l’orecchio interno e non riguarda solo la postura: nasce dal dialogo continuo tra più sistemi.
Per questo motivo, l’obiettivo della valutazione non è soltanto verificare la presenza o assenza di una singola patologia, ma comprendere come il paziente controlla il proprio equilibrio nella vita quotidiana.
Questa visione è particolarmente importante per i pazienti che hanno sintomi persistenti, che non si riconoscono nella classica vertigine posizionale o che hanno già ricevuto spiegazioni parziali senza arrivare a una vera comprensione del problema.
Contatta la Dott.ssa Manuela De Munari
Se avverti instabilità quando cammini, sbandamento o difficoltà a mantenere l’equilibrio, è consigliabile una valutazione specialistica per comprendere l’origine del disturbo.
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