Vertigine cervicale o vertigine vestibolare: come distinguerle
- Dott.ssa Manuela De Munari

- 22 apr
- Tempo di lettura: 4 min
Uno dei dubbi più frequenti tra i pazienti che soffrono di vertigini o instabilità riguarda l’origine del problema: si tratta davvero di “cervicale” oppure di un disturbo dell’orecchio interno?
Questa distinzione è molto importante, perché vertigine cervicale e vertigine vestibolare sono condizioni diverse, con meccanismi differenti e che richiedono un inquadramento specialistico accurato.
Molto spesso, però, i sintomi vengono interpretati in modo generico e attribuiti alla cervicale, soprattutto quando sono presenti tensioni o dolori al collo. In realtà, il sistema dell’equilibrio è più complesso e coinvolge più strutture che lavorano insieme.
Comprendere questa differenza è il primo passo per evitare percorsi non mirati e per arrivare a una diagnosi più precisa.

Cos’è la vertigine vestibolare
La vertigine vestibolare è legata a un’alterazione del sistema vestibolare, situato nell’orecchio interno, che ha il compito di regolare l’equilibrio e la percezione dei movimenti della testa
Quando questo sistema non funziona correttamente, il cervello riceve informazioni errate e può generare la tipica sensazione di movimento anche se fermo. La vertigine vestibolare si manifesta spesso con:
sensazione di rotazione dell’ambiente
episodi improvvisi e ben definiti
nausea e malessere
La vertigine vestibolare è associata a disfunzioni specifiche, come la vertigine parossistica posizionale, la neuronite vestibolare o la Malattia di Ménière, approfondite nelle pagine dedicate del sito.
Questi episodi possono essere molto intensi ma spesso hanno caratteristiche cliniche precise che permettono allo specialista di riconoscerli.
Cos’è la vertigine cervicale
La cosiddetta vertigine cervicale è invece legata a un’alterazione delle informazioni provenienti dai recettori presenti a livello della colonna cervicale, che contribuisce al controllo della postura e dell’equilibrio.
In queste situazioni, il disturbo non deriva da un problema diretto dell’orecchio interno, ma da una difficoltà di integrazione tra i segnali provenienti dal collo e quelli degli altri sistemi dell’equilibrio.
I sintomi più comuni sono:
tensione o rigidità cervicale associata
peggioramento con i movimenti del collo
sensazione di instabilità più che di rotazione
I pazienti spesso riferiscono una sensazione di “insicurezza” nei movimenti più che una vera vertigine rotatoria.
È importante sottolineare che la vertigine cervicale è una diagnosi che richiede attenzione e deve essere formulata solo dopo aver escluso altre cause di vertigine.
Le principali differenze
Distinguere tra vertigine cervicale e vestibolare non è sempre immediato, ma ci sono alcuni elementi che possono aiutare a orientarsi:
la vertigine vestibolare è spesso rotatoria, quella cervicale è più instabilità
la vertigine vestibolare è più improvvisa, quella cervicale più persistente
la vertigine cervicale è spesso associata a dolore o rigidità al collo
Questi elementi possono essere utili come primo orientamento, ma non sono sufficienti per una diagnosi.
Nella pratica clinica, infatti, i sintomi possono sovrapporsi e il paziente può avere una percezione non sempre chiara del proprio disturbo.
Il ruolo dei sistemi dell’equilibrio
Per comprendere meglio questa distinzione è importante sapere che l’equilibrio dipende dall’integrazione di tre sistemi principali:
sistema vestibolare (orecchio interno)
sistema visivo
sistema propriocettivo (muscoli e articolazioni, inclusa la cervicale)
Il cervello riceve continuamente informazioni da questi sistemi e le integra per mantenere la stabilità e l’orientamento nello spazio.
Quando questi sistemi non lavorano in modo coordinato, oppure quando le informazioni
non sono coerenti tra loro, il cervello può generare sensazioni di vertigine o instabilità.
Questo spiega perché alcuni pazienti possono avere sintomi complessi e difficili da interpretare, e perché non sempre è possibile attribuire il disturbo a una sola causa.
Perché la diagnosi è spesso complessa
Molti pazienti arrivano alla visita con l’idea di avere un problema cervicale, spesso perché è una spiegazione semplice e diffusa.
In realtà, nella pratica clinica, è fondamentale escludere prima le cause vestibolari, che rappresentano una delle origini più frequenti delle vertigini.
Solo dopo un’attenta valutazione è possibile considerare il ruolo della componente cervicale all’interno del disturbo.
Una diagnosi superficiale o basata su supposizioni può portare a percorsi non efficaci e a una persistenza dei sintomi nel tempo.
Quando rivolgersi a uno specialista
È consigliabile una valutazione specialistica quando:
i sintomi persistono nel tempo
è presente instabilità durante la camminata
si associano vertigini e dolore cervicale
non è chiara la causa del disturbo
Anche quando i sintomi sembrano lievi, ma ricorrenti, è importante approfondire per evitare che il disturbo venga sottovalutato.
Il valore di una valutazione specialistica
Distinguere tra vertigine cervicale e vestibolare richiede competenze specifiche e un approccio clinico strutturato.
La Dott.ssa Manuela De Munari, specialista in otorinolaringoiatria con particolare esperienza nei disturbi dell’equilibrio, si occupa della valutazione delle vertigini e dell’instabilità, con l’obiettivo di individuare l’origine del sintomo.
Attraverso una visita specialistica è possibile analizzare i diversi sistemi coinvolti nell’equilibrio, interpretare correttamente i sintomi e fornire al paziente un inquadramento chiaro e affidabile.
Un corretto inquadramento è fondamentale per orientare il paziente verso il percorso più adeguato.
Contatta la Dott.ssa Manuela De Munari
Se soffri di vertigini o instabilità e non è chiaro se l’origine sia cervicale o vestibolare, è importante una valutazione specialistica.
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