Vertigine o capogiro: qual è la differenza?
- Dott.ssa Manuela De Munari

- 30 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Molte persone utilizzano i termini “vertigine” e “capogiro” come sinonimi, ma in realtà descrivono sensazioni diverse. Questa distinzione è importante perché può aiutare a comprendere meglio il tipo di disturbo e orientarsi verso una valutazione più mirata, evitando interpretazioni imprecise o autodiagnosi.
Quando si parla di equilibrio, il corpo utilizza diversi sistemi – orecchio interno, vista e propriocezione – che lavorano insieme per mantenere la stabilità. Quando uno di questi sistemi non funziona correttamente o quando le informazioni che arrivano al cervello non sono coerenti tra loro, possono comparire sintomi diversi, che il paziente percepisce genericamente come “giramenti di testa”.
Comprendere la natura del sintomo è quindi fondamentale per iniziare a orientarsi correttamente.

Cos’è la vertigine
La vertigine è una sensazione ben precisa: il paziente percepisce un movimento che in realtà non esiste. Può trattarsi di una sensazione di rotazione dell’ambiente o del proprio corpo, come se tutto girasse o come se si stesse ruotando nello spazio.
Spesso viene descritta come:
sensazione che la stanza giri
percezione di rotazione
perdita improvvisa dell’equilibrio
In alcuni casi può essere accompagnata da nausea, difficoltà a mantenere la posizione eretta o necessità di fermarsi per alcuni istanti.
La vertigine è generalmente legata a un coinvolgimento del sistema vestibolare, cioè dell’orecchio interno, che ha il compito di regolare l’equilibrio e la percezione dei movimenti della testa.
Questo tipo di sintomo è spesso più facilmente riconoscibile, proprio perché ha caratteristiche ben definite.
Cos’è il capogiro
Il capogiro è una sensazione più generica e meno definita rispetto alla vertigine. Non si tratta di una vera rotazione, ma di una percezione di instabilità, “testa leggera” o difficoltà a mantenere il controllo del proprio equilibrio tipo “svarione”
Può essere descritto come:
sensazione di sbandamento improvviso
instabilità durante i movimenti
difficoltà a mantenere l’equilibrio
sensazione di confusione o testa vuota
A differenza della vertigine, il capogiro non ha sempre una causa unica e chiaramente identificabile. Può essere legato a più fattori e coinvolgere diversi sistemi sia quelli che contribuiscono al controllo dell’equilibrio ma anche una disfunzione del sistema circolatorio
In molti casi, è proprio questa caratteristica “sfumata” a rendere più difficile per il paziente descrivere con precisione ciò che prova.
Perché è importante distinguere tra vertigine e capogiro
Comprendere la differenza tra questi due sintomi può aiutare a orientare la diagnosi e a evitare interpretazioni errate.
Una vertigine vera e propria è più frequentemente legata a disturbi dell’orecchio interno, mentre il capogiro può essere associato a condizioni più ampie, come problemi posturali, cervicali o alterzioni del sistema circolatorio vascolare
Tuttavia, non sempre la distinzione è immediata: molti pazienti fanno fatica a descrivere con precisione ciò che sentono e tendono a utilizzare termini generici.
Per questo motivo, durante la visita, una parte fondamentale del lavoro dello specialista consiste proprio nell’ascolto e nell’interpretazione dei sintomi riferiti dal paziente.
Una valutazione specialistica consente di tradurre la percezione soggettiva in un inquadramento clinico corretto.
Il ruolo dei diversi sistemi dell’equilibrio
L’equilibrio non dipende da un solo organo, ma dall’integrazione di più sistemi che lavorano in modo coordinato:
sistema vestibolare (orecchio interno)
sistema visivo
sistema propriocettivo (muscoli e articolazioni)
Il cervello riceve continuamente informazioni da questi sistemi e le integra per mantenere la stabilità e l’orientamento nello spazio.
Quando uno o più di questi sistemi non funzionano correttamente, oppure quando le informazioni non sono coerenti tra loro, il cervello può generare sensazioni di vertigine o instabilità.
Questo spiega perché non tutti i disturbi dell’equilibrio si manifestano nello stesso modo e perché due pazienti con problemi diversi possono descrivere sintomi simili.
Quando rivolgersi a uno specialista
È consigliabile una valutazione specialistica quando:
i sintomi si ripresentano nel tempo
si avverte instabilità durante la camminata
la sensazione di “testa leggera” è frequente
la vertigine è intensa o improvvisa
Anche sintomi apparentemente lievi o intermittenti possono essere il segnale di un disturbo dell’equilibrio che merita un approfondimento.
Intervenire precocemente permette di comprendere meglio il problema e di evitare che il disturbo venga trascurato o interpretato in modo non corretto.
Il valore di una valutazione specialistica
Distinguere tra vertigine e capogiro è il primo passo per comprendere il proprio disturbo, ma spesso non è sufficiente per arrivare a una diagnosi.
La Dott.ssa Manuela De Munari, specialista in otorinolaringoiatria con particolare esperienza nei disturbi dell’equilibrio, si occupa della valutazione clinica delle vertigini e dell’instabilità, con un approccio mirato a individuare l’origine del sintomo.
Attraverso una visita specialistica è possibile analizzare in modo approfondito la storia clinica del paziente, interpretare correttamente i sintomi e orientare il percorso diagnostico.
Un corretto inquadramento permette di fornire indicazioni chiare e aiutare il paziente a comprendere meglio il proprio disturbo.
Contatta la Dott.ssa Manuela De Munari
Se avverti vertigini o capogiri ricorrenti, è importante non sottovalutare il sintomo e affidarsi a una valutazione specialistica.
👉 Per ricevere informazioni o prenotare una valutazione specialistica, puoi contattare direttamente la Dott.ssa Manuela De Munari:
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